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La Parrocchia SS Maria Assunta di Sannicandro di Bari

Brevi cenni storici

Per narrare la storia della chiesa di Santa Maria Assunta, a Sannicandro di Bari, bisogna fare un piccolo viaggio indietro nel tempo…
Siamo nel 1773. A Sannicandro vivevano 1974 abitanti, la maggior parte dei quali nelle immediate vicinanze del castello. Tutta la zona abitata era circondata da depressioni e modesti rilievi che permettevano la raccolta delle acque: nel passato la possibilità di avere acqua a sufficienza aveva fatto guadagnare all”abitato il nome di “Mezardon”, terra fertile, ma col passare degli anni il ristagno cominciava a causare grandissimi problemi per la salute pubblica.
La fonte principale di guadagno per i sannicandresi era il pascolo: 1974 abitanti possedevano un totale di ben 10000 animali pecorini e porcini! (Che ovviamente condividevano le mura con i padroni…)La chiesa dedicata all”Assunta, come del resto ogni altra chiesa, era posta oltre le mura del paese, e si estendeva per 10 metri in larghezza e per 13 metri in lunghezza, spazio palesemente insufficiente per contenere la popolazione che, soprattutto durante le feste, vi accorreva numerosissima.
Nel 1775 si pensò così di ampliarla: molte furono le donazioni, uomini e donne offrirono le proprie spalle per il trasporto di materiale edile… ma in breve tempo l”entusiasmo scemò, ed i lavori furono interrotti.

La chiesa rimase così “in sospeso” fino al 1815, data in cui il Comune affidò all”architetto Giuseppe Gimma l”incarico di fare i disegni per la nuova chiesa. Con ogni probabilità, il nuovo edificio si presentava come una croce greca inscritta, costituito da tre navate, con due ingressi sulla via di Bitetto.
L”asse della chiesa era quindi ancora Nord-Sud, anche perchè il terreno oggi occupato da Piazza Unità d”Italia non era ancora di proprietà del comune.
Purtroppo, però, i lavori dovettero essere nuovamente interrotti, questa volta a causa di un”epidemia di tifo dovuta al fossato del castello, non ancora colmato, divenuto vera e propria cloaca. Più volte era stata additata la convivenza con gli animali, ma non si erano mai presi seri provvedimenti: così, nel 1817, la malattia raggiunse il suo apice, provocando ben 322 morti, di cui 80 nel solo mese di luglio!

La chiesa fu perciò nuovamente trascurata…fino a che…
Fino a che nel 1825 giunse a Sannicandro l”arcivescovo Michele Basilio Clari, che intervenne direttamente nella ricerca dei fondi, nell”organizzazione e nella stipula dei vari contratti, suggerendo la nomina di una commissione per la supervisione dei lavori.
Grazie all”intervento di Clari e al lascito del sacerdote don Nicolantonio Riccardi, fu messo a punto un nuovo progetto, questa volta dall”ingegner Leone Leoncavallo, che prevedeva la costruzione della facciata così come possiamo ammirarla oggi. Fu fatta restaurare anche la pala d”altare, eseguita da Giovan Bernardino Azzolino, pittore della scuola siciliana, nel XVII secolo. (Oggi l”antica pala d”altare è esposta accanto al trittico in onore di San Nicandro, all”ingresso della chiesa, sulla destra).Tutta la chiesa è stata costruita in pietra viva, tranne la cupola, in tufo. A proposito della cupola… non ci deve sembrare strana la sua posizione “decentrata”: ultimata nel 1836, infatti, era perfettamente al centro delle tre navate.
Sui due ingressi minori vi erano due croci in pietra, recanti la seguente iscrizione: “QUO VOX, AVE SPES UNICA”, ovvero “Tu che entri, ricordati che la croce è l”unica speranza”.L”altare maggiore con il coro era situato nello spazio in cui oggi risiede l”altare del crocifisso. Nel 1829 la chiesa aveva un campanile, nel 1837 un organo.

Citando una lapide all”ingresso della chiesa, “Nell”anno del Signore 1873 a maggior gloria di Dio e commodo di questa popolazione Gabriele De Sposati a proprie spese la quarta navata presbiterio e sagrestia fece edificare”. Bisognerà aspettare dunque il 1873 perchè la chiesa assuma l”aspetto odierno.
Negli anni 1915-1919 la chiesa fu abbellita con affreschi dal maestro Nicola Colonna, lo stesso artista che dipinse il Petruzzelli. Da un documento dell”archivio comunale di Sannicandro del 1919, citiamo alcune frasi significative: “Gli altari vennero fregiati artisticamente, ne furono eretti due nuovi, le cappelle rimodernate negli stucchi e decorate con artistiche pitture bibliche, il coro rimesso a nuovo come pure l”organo […] Decorata le chiesa era indispensabile togliere il cassettone logorato da tempo che fungeva da pergamo e lo stesso artista Colonna si offerse di costruire il nuovo monumento ornato uso granito con decorazione e fregiornamento […] Il paese è entusiasta del suo vasto tempio che ha acquistato bellezza e lustro ed i forestieri vengono giornalmente ad ammirarlo”.

La nostra piccola chiesa ha tanti anni di storia ancora da scrivere… Che ne dite di esserne i protagonisti?

Maria Teresa