Archivi categoria: Campi 2012

Campo giovani 2012- “I piedi del futuro”

di Michele Alloggio

Quali piedi occorrono per la comunità parrocchiale di Santa Maria Assunta in Sannicandro? Quali piedi
dovranno percorrere le strade della Chiesa italiane dribblando difficoltà e diffidenza e puntando dritto
verso le sfide che la nostra società impone? Questi sono stati gli interrogativi che Suor Mimma Scalera e il
gruppo degli educatori dei gruppi giovani e giovanissimi hanno analizzato durante l’ultimo campo scuola
parrocchiale, dal 2 all’8 Agosto nei pressi di Colle San Marco. Le risposte non sono mancate, suggerite e
ispirate dagli scritti di Don Albanese e da testimoni luminosissimi che hanno accompagnato una settimana
ricca di riflessione, spiritualità e amicizia.

Quali piedi si diceva per la chiesa del futuro si diceva.Di certo gli stessi piedi veloci e combattivi, che hanno spinto Santa Maria de Mattias a credere nel sogno che l’educazione delle nuove generazioni potesse divenire fonte di evangelizzazione e riscatto.Sicuramente gli stessi piedi coraggiosi che Don Pino Puglisi ha messo in moto costruendo una Chiesa non del soccorso ma della prevenzione e della testa alta. Senza dubbio piedi che sappiano accogliere puntando all’esterno, raggiungendo i luoghi più dimenticati dalle nostre sagrestie, come il Concilio ci chiede da tempo.

Soprattutto piedi giovani che abbiano voglia di sporcarsi sui viottoli del nostro paese, abbandonando le comode moquette dell’indifferenza, del ripiegamento su se stessi e dell’auto sufficienza.

A tracciare la Via per questi percorsi ci penserà Cristo ed il suo Santo Spirito. A noi il compito di metterci in ascolto e partire, senza paura e senza mezzi termini perseverando in questo stile schietto ed evangelico che, credo, sia la più bella eredita che Suor Mimma Scalera ci consegna al termine di sei intensi anni vissuti assieme.

Se i piedi dei giovani sapranno correre nelle direzioni tracciate da Gesù per il nostro paese e per la Chiesa Italiana sapremo che buona parte del merito sarà suo.

Campo giovanissimi 2012- “I piedi del futuro”

di Dario Schiraldi

Anche quest’anno la nostra parrocchia con l’aiuto di suor Mimma ha organizzato il camposcuola
estivo per i giovani e giovanissimi nella settimana dal 2 al 8 agosto 2012. Il camposcuola si è
svolto in un paesino di montagna in provincia di Ascoli, Colle San Marco. Grazie alla figura di santa
Maria De Mattias (fondatrice delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo) e a quella di don Pino
Puglisi abbiamo potuto approfondire i temi di quest’anno in particolare quello della vocazione.
Abbiamo assodato che per seguire la nostra vocazione dobbiamo affrontare ogni difficolta con
determinazione come santa Maria De Mattias che imparò a leggere e a scrivere senza andare a
scuola e con coraggio come quello di don Pino Puglisi che strappò dalle grinfie della mafia molti
bambini delle strade di Palermo per poter regalare loro un futuro più celeste e felice di quello che
vivevano gli abitanti di Palermo.
Tra messe,vespri e lodi abbiamo vissuto in modo molto profondo anche i momenti di preghiera.
Dal mio punto di vista l’adorazione è stato il momento più profondo e il più intenso dove veramente
abbiamo sentito la presenza del Signore accanto a noi. Alla fine di questo campo siamo usciti tutti
più uniti e più maturi anche grazie alla guida di suor Mimma che purtroppo sarà costretta a lasciarci.
Negli ultimi giorni del campo siamo cresciuti molto come comunità al punto che abbiamo provato a
organizzare il prossimo anno pastorale, segno che suor Mimma ci ha fatto crescere molto in questi
sei anni. Un ringraziamento speciale va fatto a tutte le persone che quest’anno hanno fattto sì che il
campo avesse luogo e ci hanno fatto fare questa nuova esperienza. Io scrivo questo articolo con lo
scopo di farvi capire che questa è un’esperienza unica che lascia profondamente segnati chi la vive
come una cicatrice.

Campo ragazzi 2012- “Tutti x tutti: il segreto dello Xiro”

di Giulia Del Vecchio

Al giorno d’oggi si sente spesso parlare di crisi economica: pochi posti di lavoro, poche speranze per i giovani, stipendi estremamente bassi, tantissime famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese… La crisi economica c’è, ed è inutile negarlo, ovviamente ogni singolo individuo l’affronta in maniera differente, c’è chi si piange addosso, chi incolpa il sistema politico, chi trova rifugio nei falsi miti, nascondendosi dietro un’immagine, chi maschera questa crisi acquistando oggetti di un valore più elevato. Sempre più gente ha un I-phone in mano, fatica a ritagliarsi tempo per recarsi in Chiesa perchè deve seguire corsi su corsi, dal nuoto alla pallavolo, dall’equitazione alla danza, sempre più persone indossano abiti di alta classe, tutte le più grandi firme a livello mondiale e magari poi scopri che conducono una vita di stenti e fatiche: “Almeno nella società, appaiono, si assicurano quel posto ambito da molti.”
L’unica crisi che riesco a scorgere oggi è la crisi di valori, di punti saldi nella propria vita. Insomma, essere qualcun’altro è la nuova tendenza e sembra che tutti siano alla moda.
Il nostro, oggi, è un mondo sincretico fatto di esteti e moralisti. Anche la vita cristiana, come quella mondana si sta riducendo ad un apparire, uno sceneggiare, un “teatrare” inutile e blasfemico, infatti l’apparire diventa maggiore in proporzione alla pochezza della fede: non avendo nulla da offrire, si offrono simboli di una realtà che si dichiara, senza essere vissuta a pieno.
L’estetismo, al giorno d’oggi è la goffa risposta alla non adesione a Cristo. Dio viene negato perchè non lascia spazio alla propria visione della vita che è nei pressi di Dio ma non di Dio. Dunque il Cristianesimo finisce per essere schiacciato dall’umanità odierna. Si finisce per creare un Dio a propria immagine e somiglianza a secnda dei nostri gusti e delle nostre possibilità, dei nostri limiti.Vengono nascosti i limiti di ciascuno di noi, coperte le nullità, esaltate le risorse e spostata l’attenzione dalla sostanza all’apparenza. Il Cristiano, figlio della cultura prevalente, cerca disperatamente di coniugare il messaggio biblico ed evangelico con la sua condizione, offendendo prima di tutto se stesso, ma non avendo forza e coraggio e mangari neanche voglia, snatura il messaggio, lo addomestica.